mercoledì 29 maggio 2013

Quattro argomenti contro la democrazia diretta

di Fabian Plaza.

La democrazia diretta potrebbe estendere i controlli e contrappesi, quando si tratta di fare le leggi, farebbe in modo che più persone possano esprimere le loro opinioni, in qualsiasi momento, non solo ogni quattro anni.

Oggi abbiamo un crescente divario tra politici e cittadini. Le persone non si sentono rappresentate dai loro - ironicamente - rappresentanti eletti. I casi di corruzione suggeriscono che lasciare la politica nelle mani di pochi non è forse una buona idea. Per non parlare del fatto che i governanti spesso arrivano al potere sulla base di un programma che poi non sono tenuti a rispettare, rendendo la vostra scelta un assegno in bianco che permette loro di fare qualunque cosa per quattro anni.

Con questi presupposti, molte voci (e sempre di più) parlano a favore della democrazia diretta. Ovvero, che non siano i politici che votano le leggi, ma sia il popolo sovrano che, direttamente e senza intermediari, debba decidere caso per caso se una legge (se, per esempio, il pagamento in natura o dichiarare la corrida come culturale) sia approvata oppure no.

Quando è nata la nostra democrazia moderna, l'unico sistema possibile era la democrazia rappresentativa: non si poteva discutere con tutti gli abitanti di un paese legge per legge, quindi quello si è fatto è stato di far eleggere al popolo i rappresentanti che votino le leggi per loro conto. Ma oggi esiste un luogo in cui tutti gli abitanti di un paese (e anche del mondo) possono discutere le leggi. Quel posto si chiama "Internet". I sostenitori della democrazia diretta, di solito la associano alla rete.

Tuttavia, ci sono voci dissenzienti che ritengono -per vari motivi- che la democrazia diretta non sia una buona idea. Che forse dovremmo stare con la democrazia rappresentativa. I loro argomenti sono validi? Vediamo i più importanti e se possibile le risposte.

Democracia directa en Suiza

1. Non si può dare tanto potere a degli elettori che non si conoscono o che possono sbagliare.

La democrazia diretta spaventa. Tanto quanto consentire a qualsiasi persona, a prescindere dalla loro ideologia culturale o politica, di decidere il destino di un intero paese con il suo voto. Ma i cittadini non devono essere esperti in economia, salute, relazioni internazionali ... Come si può autorizzarli allora a votare a favore o contro le leggi in materia di economia, salute, relazioni internazionali ...? Che cosa succede se si sbagliano? Le conseguenze per il paese possono essere disastrose!

La risposta più semplice è questa: nessun Presidente in tutto il mondo, per quanto si possa adorarlo, è un esperto assolutamente di ogni problema. Eppure, a noi sembra normale votare una persona che prenda decisioni su questi temi e molti altri.

La chiave è che i politici tradizionali non sono enciclopedie o hanno infusa la conoscenza. Sono umani, con i loro punti di forza e di debolezza. Quello che fanno per colmare le lacune delle loro conoscenze è ... chiedere il parere di esperti.

I presidenti parlano con i ministri. I ministri, che neanche loro sanno tutto del loro ambito di competenza, parlano con i loro consulenti. Eccetera.

Ovvero, i politici tradizionali delegano il sapere ad altre persone. Li ascoltano e, una volta formata la loro opinione, sostengono o si oppongono ad una legge.

Lo stesso può essere fatto con la democrazia diretta. Ogni cittadino, anche se non sa di qualche questione complessa, può dedicare tempo per ascoltare altre persone, formare la propria opinione e, infine, sostenere o rifiutare una legge. Come fanno i politici tradizionali ai quali abbiamo dato la nostra fiducia per quei quattro anni.

D'altra parte, i politici sono altrettanto soggetti a prendere decisioni sbagliate, come chiunque altro. In realtà, io sono sicuro che nessuno di noi può pensare a una serie di leggi o di scelte politiche che il tempo non abbia dimostrato che erano sbagliate. E nessuno per quello ha detto che il sistema della democrazia rappresentativa era impraticabile.

Se possiamo permetterci che i nostri presidenti sbaglino, siamo in grado di avere quel margine di manovra anche con gli elettori in un sistema di democrazia diretta.

Inoltre, è quasi comico che ci si consenta di votare per i governanti, ma non per le leggi che si applicano. E' come dire che non possiamo commettere errori nella scelta di una persona, ma possiamo commettere errori al momento di scegliere una legge, come se potessimo essere in grado di sapere che un Presidente, Sindaco, ecc., non sbaglierà mai in qualsiasi campo - e quindi possiamo eleggerlo - ma allo stesso tempo siamo così miopi da non sapere se una determinata legge è buona o cattiva.

Democracia directa
2. Le Persone non vogliono complicarsi la vita con le votazioni.

Si dice anche che gli elettori non vogliono problemi. Se chiediamo alla gente di votare tutte le leggi, diventeranno troppo pigri e si allontaneranno dal sistema. La democrazia diretta non funziona perché la gente non vuole sprecare il suo tempo votando.

L'ironia è che lo stesso vale per la democrazia rappresentativa, e nessuno ha suggerito che questo è un motivo per smantellarlo.

In effetti, se andiamo ai risultati tipici elettorali vediamo sempre che c'è una significativa percentuale di astensione. Persone che, per qualsiasi ragione, non votano. Nel nostro paese, tale percentuale è diventata molto vicina al 50%. La metà della popolazione sceglie di non votare!

Questo significa che il sistema della democrazia rappresentativa non sta funzionando? No, con tutti i suoi difetti e limiti la democrazia rappresentativa funziona nonostante ci sia il 50% di astensioni. Perché il resto della popolazione elegge i suoi rappresentanti e, grazie a ciò, ogni mese i parlamenti approvano nuove leggi per regolamentare la vita comune.

Lo stesso accadrebbe ad un sistema di democrazia diretta. Ci sono un sacco di astensioni? Probabilmente sì, soprattutto nelle fasi iniziali, fino a quando la gente si abitua e vede quanto sia utile votare direttamente le leggi. Ma questo non impedisce il funzionamento del sistema. Coloro che vogliono votare possono farlo, e così molte persone si sentono più vicine alla politica. Le leggi saranno più controllate dal popolo.
Protesta: Nuestras vidas no pertenecen al estado
3. La democrazia diretta è costosa o di difficile attuazione.

Ciò che le persone che sono a favore della democrazia diretta chiedono è una cosa oltremodo grande. In linea di principio, sembra che debba cambiare l'intero apparato istituzionale della democrazia rappresentativa. Questo sarebbe un lavoro titanico e forse non ne vale la pena.

Ora, pensiamo alla storia. Quando si passò dai governi assolutisti alle democrazie rappresentative ci fu lo stesso un cambiamento significativo. L'infrastruttura necessaria era enorme. Abbiamo dovuto creare un censimento per vedere chi poteva votare e chi non poteva (per questo bisognava avere i dati di tutti gli abitanti del paese, in un epoca prima che esistessero i computer!). Abbiamo dovuto creare un sistema giuridico che regola tutto. Sono state create dal nulla istituzioni come la Giunta Elettorale. Si è dovuto escogitare un sistema matematico per l'attribuzione dei seggi. E' stato necessario stampare milioni di schede elettorali e renderle disponibili (insieme con il censimento corrispondente) ad ogni collegio elettorale. Hanno dovuto sviluppare un sistema di garanzie per il conteggio, e contare con mezzi umani, materiali e risorse economiche per tutto ciò.

Un lavoro enorme, senza dubbio ... ma è stato fatto e adesso esiste. Ciò che era difficile non ha impedito che adottassimo questo sistema, in quanto il miglioramento superava di gran lunga gli eventuali svantaggi.

Lo stesso dovrebbe accadere con la democrazia diretta: dare più voce al pubblico, permettendo che il potere non sia solo nelle mani di pochi, dovrebbe essere un obiettivo per noi (come è stato il passaggio dalla tirannia alla democrazia rappresentativa).

D'altra parte, il passaggio alla democrazia diretta sarebbe molto più facile di quanto lo sia stato passare dalla tirannia alla democrazia. Il censimento è fatto, abbiamo strutturato i seggi elettorali, ... Se scegliamo di farlo tramite Internet, e abbiamo anche meccanismi di identificazione elettronica (e-ID, per esempio).

Inoltre, non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare grandi cambiamenti nella legislazione! Si potrebbe pensare che questo salto implicherebbe una complessa riforma democratica della Costituzione spagnola. Beh, non è. La nostra Costituzione prevede già la democrazia diretta!

Infatti, l'articolo 23 (parlando dei cosiddetti "diritti fondamentali", cioè, i diritti più importanti del nostro sistema) ha detto che la Spagna riconosce il diritto "di partecipare direttamente alla vita pubblica".

In altre parole, la democrazia diretta è, nel nostro paese, un diritto fondamentale!

Passare dalla democrazia rappresentativa alla diretta sarà molto più semplice di quanto sembri. E non dimenticate che paesi come la Svizzera la stanno applicandolo già dalla fine del XIX secolo. Cioè, anche quando hanno implementato questo sistema i computer non esistevano e ciò nonostante la hanno utilizzata. Quindi non sarà così difficile.
¿Hasta dónde llegan nuestros votos hoy día?
4. La democrazia diretta non è sicura.

Votare tramite Internet causa perplessità. Come possiamo sapere che il nostro voto sarà registrato correttamente? Come possiamo essere sicuri che il nostro voto è segreto, e che non venga controllato cosa abbiamo scelto di votare?

In realtà, ci sono tecnologie che consentono di verificare un utente senza sapere il voto da loro scelto. E infatti, sono già stati sperimentati sistemi di voto elettronico in paesi che vanno dal Canada all'Estonia, attraverso la Svizzera, la Francia, l'India e gli Stati Uniti.

Il fatto che possano esistere rischi di frode non deve farci tornare indietro, allo stesso modo con cui non sminuiamo le elezioni della democrazia rappresentativa per il fatto che esiste ancora oggi la compravendita di voti, manomissioni o alterazioni del conteggio delle schede elettorali. O nemmeno dal fatto che esista una parola specifica per descrivere questa frode - "broglio" - che dimostra come avvenga spesso.

No, quello che è stato fatto è quello di creare meccanismi per combattere queste manipolazioni e di migliorare il sistema giorno per giorno. Lo stesso potrebbe essere fatto con le votazioni on line.

Tuttavia, non tutte le votazioni di democrazia diretta devono avvenire necessariamente attraverso la Rete. In Svizzera, ad esempio, è normale che nel suo secolo e mezzo di democrazia diretta si siano effettuati referendum con la carta tradizionale. Quindi non vi è nulla da temere in termini di sicurezza.

In breve, molte delle critiche fatte alla democrazia diretta si applicano anche alla democrazia rappresentativa. Eppure, nessuno dice che è poco pratica, ma la applichiamo senza intoppi. Lo stesso può essere fatto con la democrazia diretta, se abbiamo la volontà di fare il cambiamento.

Inoltre, la democrazia diretta amplierebbe gli equilibri e i controlli quando si tratta di fare le leggi, farebbe in modo che più persone possano esprimere le loro opinioni, in qualsiasi momento, non solo ogni quattro anni. Cioè, si tratta di un sistema che dà più diritti e non toglie niente a nessuno. Perché dovremmo negarlo?


@fabianplaza
11/02/2013 Cuatro argumentos contra la democracia directa