martedì 24 settembre 2013

Alcune considerazioni sul risultato del 2.2% dei Pirati in Germania

24 Settembre 2013.
A pochi giorni dalla delusione per il fatto che i Pirati non abbiano conquistato seggi nel parlamento federale tedesco, si possono tirare le somme di questo risultato con più freddezza.
Come scrive Cécile Dupon su PirateTimes, i Pirati hanno comunque ottenenuto alcuni nuovi seggi nei parlamenti regionali. Con queste elezioni quindi il numero di rappresentanti Pirati eletti in Germania è cresciuto: "In Germania gli elettori hanno due voti per le elezioni federali: il primo voto (Erststimme) è per eleggere un candidato dal proprio distretto elettorale; la seconda votazione (Zweitstimme) è quello di scegliere una lista presentata da ogni partito". Il primo voto nomina chi deve rappresentare gli elettori nei parlamenti regionali e con il primo voto i pirati tedeschi hanno ottenuto alcuni nuovi seggi, principalmente a Berlino e a Dresda.

Le elezioni del Bundestag, il parlamento federale tedesco, si svolgono ogni 4 anni, e visto questo lungo lasso di tempo, per cercare di capire il "trend" i risultati percentuali vengono confrontati con altre elezioni locali, come daltronde succede anche in Italia.
Usando questo metodo, quel 2.2% diventa deludente se confrontato con le percentuali dell'8,9% ottenute a Berlino nel 2011, 7,4% nel Landtag del Saarland e 8,2% nello stato Schleswig-Holstein nel 2012.
Ma il rischio è di mettere a confronto pere con mele.
Se invece confrontiamo dati omogenei, quelli di quest'anno con quelli delle elezioni del 2009, "Il partito Pirata continua a crescere in Germania" come fanno notare i Pirati francesi sul loro sito: Le Parti Pirate continue de progresser en Allemagne.
Con gli elettori che sono infatti passati da circa 800 mila nel 2009 a circa un milione di quest'anno.
Interessante a questo proposito che il Piraten sia l'unico partito progressista ad aver avuto una crescita, mentre gli altri sono stati tutti in flessione.

Si è dibattuto e si continua a dibattere sulle cause del fatto che i Pirati non siano riusciti a mantenere quelle percentuali delle elezioni locali.

I conflitti interni sono stati uno dei principali argomenti trattati dai media tradizionali, che invece più recentemente in occasione di queste ultime elezioni si sono occupati poco o niente dei Pirati.
E continua la diatriba tra chi dice che i Pirati dovrebbero occuparsi principalmente se non esclusivamente dei temi di base dei Pirati (riforma del copyright e dei brevetti, privacy, trasparenza delle amministrazioni e partecipazione diretta nel processo democratico), e chi invece ritiene che sia importante avere un programma, ops, delle proposte, più allargate alle varie tematiche che possono interessare alla gente.
Ciò che caratterizza i Pirati non è solo la capacità di fare autocritica, alla ricerca dei problemi che possono aver influito, ma la volontà di trovare soluzioni e soprattutto, di continuare a provarci.
Niente di meno di quanto recita l'articolo 3 del codice dei pirati:
III) I Pirati sono critici.
I Pirati sono creativi, curiosi, e non si adeguano allo status quo. Contestano i sistemi, ricercano punti deboli e trovano il modo di correggerli. I Pirati imparano dai propri errori.